Incontri buio pitigliano

Pin su Invadiamo Il Museo Manzi a Pitigliano Invasioni Digitali15

Con il restauro della sinagoga si ha finalmente un rinascere della vita ebraica in Pitigliano. Io mi occupo personalmente della piccola mostra permanente che ab- biamo organizzato, piccola in quanto abbiamo pochissimo spazio e abbiamo bisogno di tanto materiale.

Il Comune ci ha promesso una stanza e noi speria- mo di fare un vero e proprio museo. Trovo poi un altro motivo importante: credo che con queste rievocazioni e con questa rinascita culturale si renda giu- stizia a coloro che sono stati sterminati.

Non ci dimentichiamo la pianificazio- ne, la soluzione finale ideata e programmata dai nazisti, che volevano stermina- re un popolo e in gran parte, purtroppo, ci sono riusciti. Se il prof. Arciprete Don Francesco Farsi e dal M. Fu allora che ricevetti dal Consiglio del popolo di Chiusi la proposta di servire quel comune come medico condotto. Il medico De Pomis ricordava con sincera compassione un caso particolarmente stra- ziante, di cui era venuto a conoscenza quando era al servizio degli Sforza, conti di Santa Fiora probabilmente si riferiva a Federico, morto nel , nello stesso anno del figlio Bosio II, capitano al servizio di papa Paolo III e marito di Costanza Farne- se, figlia naturale del pontefice.

A David De Pomis risulta legata la fase pionieristica del primo insediamento santafiorese. Daniello Arpino e suo fratello Samuello provengono da Santa Fiora, dove forse erano titolari di un banco di pegni. Che nel in Piano ve ne fossero molti, lo dice il fatto che anche qui avevano il ghetto e la sinagoga e commerciavano largamente in roba e in danaro, come apparisce da alcune deliberazioni prese dal Comune e riferite dal Bellomini.

Altre notizie ci vengono riferite da alcuni studiosi locali, e in particolare si tro- vano nel testo di Brogi Sei secoli di storia. Castello e comune di Piancastagnaio. Sinagoga e ghetto Anche a Santa Fiora il ghetto era colloca- to nella parte meridionale del Borgo, pro- prio in un area dove avrebbe poi trovato spazio la struttura del convento delle Cla- risse, che sembra quasi essere posto a do- minio e controllo. Sopra il credenzone dove stanno le Bib- bie vi sono due occhi con sue vetrate, che servono per dare maggior lume.

Gli articoli del primo gruppo art.

Pitigliano incontri letterari, al via i venerdì di Classicamente 12222

XII stabilisce che nel periodo della settimana pasqua- le gli ebrei non possano circolare liberamente. Gli ebrei, infatti, venivano considerati dai cristiani corre- sponsabili della morte di Cristo e si riteneva che solo la loro vista, nel periodo pasquale, potesse risultare offensiva per i cristiani. Che nelli giorni delle Feste degli Ebrei non siano costretti gli Ebrei dalli Cristiani a far nessuna sorte di faccende, e non possino essere convenuti in giudi- zio, ne fuori per cause civili, e facendosi alcun atto contro di loro, si intenda nul- lo o di niun valore.

Rete civica pisana

Scambi culturali e contaminazioni? Proviamo, allora a proporre una possi- bile chiave di lettura che, di nuovo, potrebbe richiamare elementi di cultura ebraica. Sicuramente sono solo coincidenze, ma certamente meritevoli per lo meno di una riflessione. Rispose volersi far cristiana. Dalle due parti, dagli Ebrei e dai Cristiani, subito si ricorre al Marchese con lettere spedite alla stessa ora a Firenze per persone di fiducia. I Pieri rifiutarono.

Dottor Silvestro Pieri et la Sig. I ragazzi li pre- sero a sassate. Un povero bambino ebreo, rincorso a sas- sate da una turba di monelli fu da alcuni paesani riportato a casa dai suoi. E tutto il paese pregava per lei. La Madonna fu scoperta tre volte. Sara, con un viaggio avventuroso, venne poi trasferita alla corte dei Medici a Firenze: a questo punto il manoscritto del Bellomini, dice Barzellotti, si inter- rompe e non sappiamo cosa sia successo e quale fine abbia fatto la povera pic- cola Sara.

Non sappiamo quanti ebrei fossero presenti o se fossero presenti a Piancastagnaio agli inizi del Novecento. Il Piatto delle streghe ripropone tutto il repertorio classico dei pregiudizi e di una certa aneddotica di origine controriformistica: ritroviamo i topos del rito sabbatico delle streghe, il rapimento di un bambino cattolico , il suo trasferi- mento nel ghetto per il sacrificio rituale.

Ma una volta accadde una cosa assai strana. Eravamo presso a poco di questi tempi; si coglievano le castagne. Una notte, verso le tre, il capoc- cia fu svegliato di soprassalto da un cicalio che veniva di fuori. Ora capisco! Voglio alzarmi, voglio vede- re! Eccoti il solito bagliore e il soli- to chiacchiericcio, accende la candela e vede ripetersi la strana scena di prima. Sono spiriti, sono proprio le streghe! E che fanno? Brutte ladre! Ora capisco, il lume della candela vi fa paura! Siete proprio voi che mi fate sparire le castagne!

Egli vede il suo bambino in pericolo; quasi ispirato da forza divina si trattiene ad ascoltare quello che le streghe dicevano. Dove e come non si sa. Nelle terre del feudo orsiniano David de Pomis avrebbe esercitato per cinque anni dal al o dal al , e non solo a Pitiglia- no e a Sorano il secondo maggior centro della contea , ma anche nella vicina Sovana, che, per breve tempo, fra il e il , fece parte del feudo degli Orsini.


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I Cohen da Viterbo 1. Dagli Stati della Chiesa a Sovana. David de Pomis giunse nella contea di Pitigliano in compagnia di una moglie presto venuta a morte che era sorella di Laudadio, maestro Isacco e maestro Lazzaro questi due ultimi anch'essi medici di Abramo Cohen vel Sacerdote o Sacerdoti da Viterbo. Proprio a Sovana, ritornata sotto lo Stato di Siena ormai comunque assorbito dal Ducato mediceo , vennero condotti come banchieri nel due dei cogna- ti del de Pomis: Laudadio e maestro Isacco di Abramo.

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Dal Abramo di Lazzaro, era stato co-titolare del banco di Rieti 3. Una condotta a Narni fu confermata agli eredi di Lazzaro seniore il 31 gennaio 4. Il 30 aprile Jacob di Lazzaro ottenne di prestare per cinque anni a Soriano nel Cimino, insieme con un "Amedeus Abraham de Thophia" 5. Il 23 dicembre Jacob, insieme con un socio, aveva banco a Montottone, non lungi da Fermo 6 , e il primo marzo si vedeva confermare la condotta per Soriano nel Cimino insieme con Amadio di Abramo da Toffia 7.

A partire dal e fino al maestro Lazzaro, personaggio di spicco dell'e- braismo romano, fu uno dei titolari del banco di Amelia 9. Varie testimonianze "laziali" abbiamo poi sui due fratelli medici Isacco e Laz- zaro e su un Asher, figlio di Jacob di Lazzaro A Pitigliano. Nel a Laudadio da Viterbo si erano sostituiti, nella gestione del banco di prestito ebraico di Pitigliano, Deifebo di Simone di Laudadio da Rieti e Jacob di Buonaiuto, o Bonagiunta, da Modena entrambi di origine e, probabilmente, residenza senese.

Il Sacerdote, visto il nome italianizzazione di Cohen , potrebbe esser stato un membro della famiglia da Viterbo che aveva retto il banco di Pitigliano fino al I figli di Isacco. Il 27 aprile Raffaele di Isacco residente a Spoleto subiva una condanna pecuniaria Lo stesso Raffaele rappresentava gli ebrei di Spoleto in una di- sputa per il cimitero ebraico il 9 novembre e il successivo 3 dicembre era collettore della vigesima Agendo anche a nome di suo fratello, Buonaiuto, il 20 dicembre Raffaele acquistava terra nei dintorni di Spoleto Buonaiuto di Isacco era coinvolto in una lite con un altro ebreo di Spoleto il 15 luglio Il 28 giugno Raffaele di Isacco era fra gli ebrei incaricati di esigere la vi- gesima imposta agli ebrei Il 18 settembre risulta che Ventura di Isacco era agente del banco di Spo- leto di cui era titolare Angelo di Musetto da Camerino, residente a Foligno Raffaele e Buonaiuto sono fra i rappresentanti degli ebrei di Spoleto il 23 gen- naio e il 26 febbraio I due erano insieme titolari di un banco a Spoleto il 15 febbraio , e il 18 settembre dello stesso anni il comune di Spoleto prendeva a prestito 6 fiorini dai banchieri Raffaele, Buonaiuto e Ventura di Isacco Tutti e tre sono di nuovo citati il 15 maggio 28 , mentre il 25 settembre dello stesso anno sono ricordati i fratelli Buonaiuto e Ventura Il 14 novem- bre i tre fratelli, sempre in Spoleto, effettuano un pagamento per cure me- diche che avevano ricevuto Il 21 luglio Raffaele viene incaricato della tutela delle figlie di un ebreo spoletino Da un testamento steso a Perugia il 10 marzo apprendiamo che Ventura aveva sposato una Rosata di Vitale di Jacob da Perugia Buonaiuto viene poi ricordato in un atto rogato a Foligno il 15 aprile Ventura, banchiere, era a Spoleto nel febbraio e nel dicembre del Il 15 giugno i tre fratelli, Raffaele, Buonaiuto e Ventura "de Spoleto" erano in- caricati di raccogliere una tassa dagli ebrei del ducato spoletino Da un atto del 14 ottobre apprendiamo che Raffaele aveva tre figli, uno dei quali, Servadio, uccise la moglie Eva, sia pure preterintenzionalmente Il fratello Raffaele, anche lui banchiere, lo affianca- va a Spoleto l'11 ottobre dello stesso anno I figli di Buonaiuto di Isacco.

Israel figlio di Buonaiuto, attivo come mercante, e documentato fino al , venne designato con il cognome "Bonaiuti" o "de Bonaiutis", pur mantenendo anche l'indicazione "da Spoleto" Il cognome "de Pomis" non compare mai negli atti relativi a Israel e agli altri membri di questo ramo della famiglia che verremo via via citando. Analogamente ad Israel, suo fratello Abramo era definito "de Bonaiuto de Spo- leto" fin da quando era ancora in vita suo padre, morto nel Abramo risiedeva sempre a Spoleto nel luglio del , il 3 aprile , l'1 feb- braio e il dicembre Da un atto del 22 marzo sappiamo che la sinagoga di Spoleto si trovava in casa sua Anche se ancora il 5 gennaio sembra che la residenza di Isacco fosse sem- pre, o di nuovo, a Spoleto 59 , la gestione di un banco a Bevagna vale a com- provare quanto asserito da suo figlio, il medico David de Pomis, nato a Spoleto nel , sul trasferimento di suo padre a Bevagna, ove avrebbe eredita- to i beni di un fratello, quasi certamente Abramo, il cui unico figlio ed erede, Prospero, doveva esser morto prematuramente.

Dopo la laurea David fu titolare della condotta medica di Magliano Sabina che dovette lasciare nel a seguito dei noti provvedimenti anti-ebraici di papa Paolo IV I figli di Raffaele di Isacco. Neppure nei documenti finora noti relativi alla discendenza di Raffaele di Isac- co da Spoleto compare mai l'indicazione cognominale "de Pomis". Non si hanno ulteriori notizie su Servadio, forse morto senza lasciare discen- denza.

I figli di Ventura di Isacco. Diverso fu il caso per Ventura di Isacco da Spoleto, morto, come abbiamo visto, prima del Conosciamo il nome di una sua figlia, Ricca, e sappiamo che oltre a Consolo, sul quale subito ci soffermeremo, aveva un altro figlio maschio, delle cui vicen- de nulla sappiamo, salvo che fu legato al banchiere Angelo di Musetto da Foli- gno Nel e nel Buonaventura fu uno dei cinque collettori della vigesima degli ebrei umbri Ma, in contemporanea con Terni, Ventura, insieme con il fratello Simone, era banchiere a Chiavano, in quel di Cascia, sempre in Umbria, nel Erano ormai attivi, a questo punto, i provvedimenti antiebraici di Paolo IV e i da Spoleto si trovarono a dover scegliere, come gli altri ebrei degli Stati della Chiesa, fra il ghetto e l'emigrazione.

Fu probabilmente anche l'esperienza del loro parente medico David de Pomis, passato da Pitigliano a Santa Fiora nel primo lustro degli anni sessanta, a indi- rizzarli verso i feudi di confine ove ben presto li ritroveremo.

Il programma

Se i figli di Buonaventura di Consolo da Spoleto si stabilirono a Onano, suo fratello Rubino e gli eredi dell'altro fratello Simone scelsero di trasferirsi a Scansano, anch'esso appartenente alla contea di Santa Fiora In questo centro troviamo infatti insediata, a partire dal , una famiglia composta dai fratelli Alessandro, Consolo e Ventura, figli del fu Simone di Consolo da Spoleto.

I tre giovani possedevano una casa nel paese e si occupavano di commercio di bestiame Angelo Biondi ha invece ritenuto che Rubino, che sappiamo figlio di Consolo di Ventura di I- sacco de Pomis, fosse fratello del medico David di Isacco di Buonaiuto di Isac- co de Pomis, e che suoi figli fossero Consolo e Ventura de Pomis, gli unici, a quanto finora risulti, a tornare ad usare il cognome de Pomis.

Cherubino di Jacob: Acquapendente ; Pitigliano La Contea di Santa Fiora, dominio degli Sforza, com- prendente Santa Fiora, Castellazzara e Scansano, a cui si erano aggiunti Proceno ed Onano concessi in feudo dal Papa, fu tra questi staterelli di confine, che ospitarono ebrei. Infatti la prima notizia, finora ignorata, di ebrei a Santa Fiora risale al Molto attivo era anche il commercio della lana, di cui gli ebrei facevano incetta anche nelle zone vicine, come nel caso di David Levi, che nel doveva riti- rare libbre di lana dagli eredi di Sandro di Jacopo a S.

Martino e altre libbre da Jacobo di Jacobo a Catabbio.

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